Le trasmissioni riprenderanno il prima possibile.....
Non sono scomparso, semplicemente qui alle Canarie la banda (connessione internet) scarseggia e costa. Non appena possibile - quando potro' utilizzare il mio computer - inseriro' foto e racconti piu' esaustivi.
Per ora, in breve: dopo due giorni a Fuerteventura mi sono trasferito a Lanzarote, vicina isola + selvaggia e vulcanica. Ho affittato uno scooter 125 e sto girando l'isola in lungo ed in largo, tra vulcani e spiaggie tropicali. Ci stavo pensando oggi, fa' un po' Moretti: 40 anni, pizzetto, in giro per isole, a zonzo con lo scooter; per fortuna mio figlio NON mi chiede i versi degli animali per telefono. ;)
Domenica 22/06/08 comunque riparto: volo Transavia HV686, partenza Arrecife ore 10.35, arrivo Amsterdam ore 15.40
Almeno li' si trovera' qualche internet point che accetti che uso il mio computer, spero.
16 - Ciao Irlanda
Mario in realta' e' gia' partito da qualche giorno, ma questa foto andava messa. :)
Oggi 10/06/08 cambio aria. Partenza ore 6.00. Volo Ryanair 7126. Destinazione Fuerteventura, isole Canarie, politicamente Spagna, geograficamente AFRICA.
Un particolare saluto e ringraziamento a Christian, Victoria ed Anne, miei coinquilini in questo mese abbondante a Dublino.
15 - La sfiga arriva a grappolo
Intendiamoci, nulla di grave.
Le prime avvisaglie mi arrivarono giovedi' con un sms (dopo un black out delle linee cellulari durato circa due giorni) da parte di Polin, che mi avvisava che non mi sarebbe venuto a trovare. What a pitty! A seguire un altro sms mi annunciava (piccoli) guai familiari. E vabbe'.
La sera vado per coricarmi sul mio letto all'ostello (camerata mista da otto) e mi ritrovo il MIO letto occupato da un panzone russante e seminudo; orrendo spettacolo pure al buio. Ovviamente tutti gli altri letti della camera sono occupati. Vado dal gestore che, incredulo, vuole controllare di persona l'accaduto, ma si guarda bene dallo svegliare il tipo per chiedergli da dove e' sbucato. Va a finire che mi trova un'altro letto in una specie di sottoscala; sono troppo stanco per protestare ed abbozzo.
La mattina seguente alle 7.50 (il panzone ancora dorme) prendo il treno per tornare a Dublino. E' l'unico treno diretto (senza cambi) della giornata e dovrei arrivare a Dublino per le 11.30. Dopo circa 20 minuti dalla partenza il treno si ferma in mezzo alla campagna. E non riparte. Varie volte un'avviso informa i passeggeri dell'accaduto: potrebbe anche essere in gaelico tanto io non capisco una mazza. Chiedo quindi spiegazioni ad una vicina che mi spiega che si e' rotto il locomotore. In 25 anni di assidua frequentazione delle FS italiane non mi era mai successo.
Nell'attesa viene offerto un beverone a base di caffe' solubile (che qui chiamano caffe') e dopo circa due ore il treno riparte leeeeeentamente. Alla stazione successiva attendono dei pulman per portarci ad un'altra stazione ad una cinquantina di chilometri dove poter prendere il treno successivo. Naturalmente affollato. Arrivo a Dublino alle 15.15
Evidentemente la nuvoletta nera della sfiga mi ha trovato pure qui'. E' ora di fare un passo a lato, e riprovare a schivarla :)
14 - Dingle Peninsula e Slea Head
L'intenzione era quella di passare due giorni nella penisola di Dingle, ma una brutta pioggia mercoledi' mattina e la prospettiva di dovermi cercare un'alloggio sotto la pioggia hanno frustrato le mie intenzioni. Mi sono quindi limitato ad un giro in pulmino nella giornata di giovedi', fermandomi nei punti strategici.

(percorso della giornata: clicca per ingrandire)
La penisola di Dingle e' il punto piu' occidentale d'Europa, protesa nel'Oceano Atlantico. E' una zona in cui si parla irlandese (gaelico) come prima lingua, e solo secondariamente l'inglese: spesso le insegne dei negozi sono solo in gaelico.L'economia non e' basata interamente sul turismo (pure importante) ma anche sull'allevamento e sulla pesca; la zona e' ricca (per gli standard irlandesi) di reperti storici e preistorici. I paesaggi sono da mozzafiato: purtroppo la mia macchinetta fotografica (scarsa) non e' all'altezza della situazione.
Arrivati sulla penisola si trova un'altra penisola (sic) con una spiaggia decisamente ampia. Le colline invece sono contemporaneamente a pois e a quadretti: a pois per la presenza di pecore (mai viste tante pecore assieme), a quadretti per i muretti a secco che delimitano gli appezzamenti.
Lungo la strada si trovano una specie di igloo di pietra: sono delle casette edificate (se ho ben capito) nei secoli scorsi da monaci che vivevano nella zona, seguendo usi locali. Alcune sono semidiroccate, altre ancora integre (immagino restaurate).
Arriviamo quindi alla Slea Head, la punta del promontorio. Il posto appare selvaggio, impervio e decisamente ventilato (con migliaia di km. di oceano davanti...), ma a dispetto di quanto si puo' immaginare non troppo freddo. Anzi, affermano che pure d'inverno difficilmente il termometro va sotto lo zero: c'e' la corrente del golfo che ci sbatte giusto addosso.

Sara'......a me non viene molta voglia di farci il bagno.
Un paio di chilometri verso l'interno c'e' il Gallarus Oratory, edificio decisamente significativo per gli irlandesi. Si tratta di una proto-chiesa costruita tra il VI ed il IX secolo. Considerate che qui in Irlanda il primo evengelizzatore (S.Patrizio, un vescovo gallese) arrivo' solamente nel V secolo.
Torniamo quindi verso Dingle, una simpatica cittadina (anzi, meglio, un paese) che da il nome al promontorio. Nel porto un monumento ricorda che qui qualche secolo fa - durante le guerre elisabettiane - sbarco' un piccolo esercito condotto da un patriota irlandese e composta da spagnoli e romani (truppe papali). Non fecero una bella fine.

13 - A spasso per il Parco Nazionale di Killarney
Martedi' ho affittato una bicicletta e mi sono avviato verso sud, nella direzione del parco nazionale di Killarney.

(percorso seguito: clicca per ingrandire)
Tutta una serie di agevoli sentieri, percorribili a piedi, in bicicletta o in corrozzella a cavallo, si inoltrano per i boschi costaggiando il lago o inerpicandosi per le colline. Ho trovato particolarmente piacevole e divertente (tant'e' vero che l'ho fatto due volte) quello che fa il giro attorno al lago di Muckross.
E' sempre cosi': uno si fa migliaia di chilometri, si cerca un posto appartato dove rilassarsi e contemplare la natura, ed ecco arrivare cantando a squarciagola "robba coatta" tre sciamannate che hanno scambiato un laghetto irlandese per Rimini. Meglio risalire in bici e continuare il giro :)
P er un sentiero percorribile solo a piedi si arriva anche ad una simpatica cascata, la Torc Waterfall.
Ad un certo punto, usciti da un boschetto, si raggiunge la manor Muckross House; attorniata da splendidi giardini, serre, erbario ed inevitabile tourist-center con ristorante annesso (per fortuna questi ultimi molto discretamente celati da alberi e ad una certa distanza).
Sul lato della casa il percheggio per i tradizionali carretti a cavalli, con cui si puo' andare dappertutto per il parco: ce n'e' una flotta. Li ho fotografati pensando che avrebbe fatto piacere a Marcello.
Piu' oltre ed un poco piu' nascoste (e senz'altro meno visitate) le rovine in via di restauro dell'Abbazia di Muckross, monastero francescano il cui nucleo risale al 14° secolo.
Decisamente suggestiva, anche per l'attiguo cimitero che, seppur con un'aspetto trasandato, viene tuttora utilizzato dai locali.
Infine menzione d'onore all'eroica bitchicletta che mi ha portato a spasso per la giornata: quindici euro per un giorno, accidenti! E dovevo pure pedalare! ;)
12 - Passaggio a Sud-Ovest
Pare che la vera Irlanda sia quella fuori Dublino, l'Irlanda rurale.
Cosi', seguendo il consiglio della fisio-professoressa Kareen, lunedi' 02/06/08 sono partito per il sud-ovest d'Irlanda. Viaggiare con i mezzi pubblici non e' molto agevole, e neppure economico, qui. Il viaggio in bus (andata-ritorno) mi sarebbe costato solamente 40 euro, ma sarebbe durato oltre 6 ore; in treno si spende di piu' (poco meno del doppio) ma almeno il viaggio e' piu' comodo e veloce: solamente 4 ore e mezza. Nota di colore: in Irlanda si fa la coda pure per prendere il treno :)
E cosi' eccomi a Killarney, nella contea di Kerry, cittadina di circa 12 mila anime, dalla spiccata vocazione turistica, famosa per il lago ed il vicino parco nazionale, oltre che per i suoi campi di golf (ma d'altronde sono dappertutto in Irlanda).
Ho preso alloggio in un'ostello e sono immediatamente andato a farmi un giro verso il lago, al Castello Ross, edificato originariamente nel 15° secolo. Ho fatto pure un'istruttiva visita guidata all'interno, ma niente foto (non era permesso).
Castello Ross
Lago di Killarney
11 - Una tranquilla domenica quasi estiva
L'orchestra dei dopolavoristi della polizia mentre esegue "Sgt. Pepper lonely heart" nel porto di Dun Laghaoire.
Famiglie con bambini al parco mentre seguono la proiezione di "Monster's & co."
Giovani e meno giovani si sollazzano con un bagno nel mare del nord, a Sandycove.
10 - Pubs e Clubs: Dublino by-night
Dublino, si sa', e' celebre per i suoi pub.
In particolar modo il venerdi' ed il sabato, il centro si riempie di giovani in cerca di divertimento; anche durante la settimana pero' il centro cittadino non perde la sua vivacita'. Specialmente in Temple Bar (quartiere ultracentrale che - non a caso - prende nome da un celebre pub) le vie sono affollate, vocianti e colorate.
Per strada capannelli si raccolgono attorno a musicisti che suonano brani tradizionali irlandesi, o piu' semplicemente rock. Si incontrano spesso (almeno in questa stagione) comitive di ragazze e signore sovente abbigliate in modo coordinato ed inconsueto: ad esempio gruppi di 20-25 donne vestite da pirata, o con parrucche rosa, o da marinaio. Pare sia tradizione locale festeggiare l'addio al nubilato in questo modo: nessuna traccia visibile, invece, dei maschietti.
Non e' pero' solamente nella tutto sommato ristretta area di Temple Bar che si concentrano i pub ed i bar. I dublinesi, anzi, lasciano perlopiu' Temple Bar ai turisti. Tutto il centro e' strapieno di locali dove poter consumare la celebre birra scura locale o una birra bionda rigorosamente tedesca: pare infatti che gli irlandesi siano assolutamente incapaci di fare una birra bionda decente.
All'entrata di ogni (veramente ogni) locale e' presente un'omaccione della security, pronto ad intervenire nel caso (non infrequente) che qualche ubriaco manifesti in modo troppo esuberente il suo stato; non ho visto comunque episodi particolarmente incresciosi (eccezione: una giovane prendere energicamente a pugni un ubriaco molestatore).
La serata si conclude invariabilmente entro le 2.30 con la ricerca affannosa di un taxi; i mezzi pubblici infatti concludono il servizio alle 23.30 .
(grazie a Mario per alcune delle foto di questo ed altri articoli)






















































